Quasi pronti per Matera 2019

Settant’anni dopo il romanzo di Carlo Levi – «Cristo si è fermato a Eboli» – romanzo scritto per la città che custodiva i «Sassi», nel 2019 «gli occhi del mondo saranno puntati su Matera», Capitale europea della cultura.

Il richiamo non è di uno scrittore, ma del ministro del Beni culturali, Alberto Bonisoli che ha partecipato alla presentazione del programma delle manifestazioni previste l’anno prossimo in città.

Tre cose Bonisoli ha detto che farà il suo ministero: «Stimolo per aumentare l’efficienza, raccordo anche con chi si occupa di accoglienza e trasporti, dare opportunità al territorio che circonda Matera e raccolta di disponibilità per fare arrivare qui grandi eventi». Il ministro ha citato la Scala per i bambini, che porterà a Matera «Il flauto magico» e «Elisir d’amore».

La presentazione del programma – guidata da Radio3, ha visto l’arrivo sul palco anche di Max Gazzè, impegnato in un concerto a Matera nell’ambito dell’ottava edizione di «Materadio». Matera 2019 comincerà ufficialmente il 19 gennaio, probabilmente alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: 54 bande musicali provenienti dalle capitali europee della cultura e dai comuni lucani entreranno in città e arriveranno nelle case di tutti perché lo spettacolo sarà in eurovisione, dalle 19 alle 20.

Ci saranno una serie di mostre, spettacoli e altri eventi per «incantare” chiunque visiterà Matera e sarà già rimasto «incantato» dai Sassi e dalla storia di sofferenza e di riscatto che raccontano.

Oggi la festa dell’Immacolata a Taranto dove tradizioni e fede uniscono sempre

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Che siate o meno dei fan della banda di Natale, resta un dato di fatto: oggi è l’8 dicembre e l’inizio del Natale è, ormai, cosa incontrovertibile.
I Tarantini che non hanno ancora addobbato e sistemato le luci sul proprio balcone non hanno più scampo: devono farlo, pena il broncio dei più piccoli.

L’Immacolata spalanca le porte al Natale, facendo entrare nelle case tarantine il panettone, la tombola, le carte da gioco e i primi regali sotto l’albero. La tradizione prevede anche la preparazione dei  dolci natalizipettole, sanacchiudere e carteddate.

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L’Immacolata è patrona di Taranto  – al pari di San Cataldo – sin dal 1943.
Le sue origini sono antichissima, parliamo di più di 300 anni fa, infatti era la notte tra il 7 e l’8 dicembre del 1710 e all’improvviso Taranto fu colpita da un violento terremoto che causò ingenti danni, ma senza mietere vittime. La popolazione attribuì il miracolo alla Madonna che fu così proclamata protettrice della città appena il luglio seguente.

Il 20 febbraio 1743 un altro terremoto (con annesso tsunami) afflisse il Salento e, anche in questa occasione, la città subì solo lievi danni. Per i Tarantini fu la Vergine ad arrestare entrambe le catastrofi grazie, secondo la tradizione popolare, a un gesto delle sue mani.

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Per circa due secoli l’Immacolata fu venerata come Patrona “minore” di Taranto fino a quando il 12 febbraio 1943, grazie alla proposta dell’arcivescovo Ferdinando  Bernardi, la Vergine divenne “Patrona principale di Taranto insieme e come San Cataldo”.

Le celebrazioni hanno inizio l’ultima domenica di novembre. La statua della Vergine viene accompagnata in processione dalla chiesa di San Michele a quella di San Cataldo per l’inizio della novena in suo onore che si conclude il 7 dicembre.

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Nel pomeriggio dell’8 dicembre ha inizio invece la processione che percorre il pendio San Domenico, piazza Fontana, via Garibaldi, discesa Vasto e piazza Castello, il tutto accompagnato dalle melodie delle pastorali natalizie e da fuochi d’artificio.

In passato il giorno della vigilia si usava fare digiuno, l’unica cosa che era consentito mangiare a pranzo era una specie di pagnotta ovale e soffice detta mescetàre o miscetàle o miscetàte (termine che deriva da una deformazione di vigitale, ossia della Vigilia).

Nave Cavour entra nel cuore di Taranto per cominciare i lavori all’interno del bacino dell’Arsenale della Marina Militare

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Questa mattina, dopo un’apertura straordinaria del ponte girevole, la portaerei “Cavour” della Marina Militare ha fatto il suo ingresso nel canale navigabile del porto di Taranto per i lavori di ammodernamento. Si è trattato di un transito spettacolare al quale hanno assistito diverse centinaia di persone, assiepate sia lungo corso Due Mari che dal lato della città vecchia.

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La Cavour è lunga 244 metri, larga 39 ed ha un dislocamento a pieno carico di 30 mila tonnellate. Nei giorni scorsi la nave aveva già effettuato delle prove tecniche preliminari posizionandosi nella rada di Mar Grande. La portaerei si fermerà circa un anno ai lavori in Arsenale.

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Il bacino navale Ferrati è stato adeguato per alloggiare l’unità che sarà sottoposta ad interventi finalizzati all’imbarco dei nuovi caccia F35 che andranno a sostituire gli AV88 attualmente in dotazione.

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L’importo dei lavori è di 74 milioni di euro e costituisce la più importante commessa di lavoro dell’Arsenale di Taranto. I lavori della Cavour sono stati affidati a Fincantieri che ha costruito la nave in regime di general contractor.

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La Cavour (CVH 550) è una portaerei italiana STOVL (Short Take Off and Vertical Landing) costruita da Fincantieri ed entrata in servizio per la Marina Militare italiana nel 2009. A dieci anni dalla consegna, parte oggi un massiccio restyling tecnico e tecnologico dell’unità.