Il giorno di Santa Cecilia, pare che una certa signora smemorina preparò l’impasto per fare il pane, ma lo lasciò lievitare troppo a lungo perché venne catturata dalla musica degli zampognari e si mise a seguirli per i vicoli della città.
Quando finalmente tornò a casa, scaldò l’olio e vi mise dentro le palline di pasta, non essendo questa più utilizzabile per il pane. In tutta la sua famiglia apprezzarono tantissimo la ricetta stranamente accattivante e chiesero alla mamma come si chiamassero queste strane frittelle, lei rispose “Pettel”, pensando ad una versione della focaccia che in dialetto tarantino si chiama “pitta”.
Le pettole riscossero un enorme successo e questa donna ne servì un po anche agli zampognari che, con il magico suono delle pastorali, avevano reso possibile l’invenzione di una gustosa e, per noi, irrinunciabile ricetta di Natale.
Adesso aspettiamo che arrivi l’alba e ne mangeremo delle belle, si perchè quì a città vecchia se ne fanno davvero di tutti i tipi e la curiusità ci sta portando a fare “il conto alla rovescia“.